Intendiamo dedicare l’anno 2006 alla conoscenza di Adelaide, iniziando a comprendere la radice sapienziale del nome da lei scelto come suora Sacramentina – Anna Maria – e in esso scoprire ancor meglio la Missione Eucaristica a lei affidata dalla santa Vergine per volere di Dio.

Adelaide ha avvertito intimamente ch’era venuta al mondo per essere suora, a sei anni, nei giorni in cui, ancor bambina, partecipava alle Messe celebrate dall’amico Candido nel bosco sopra il villaggio di Ghiaie, con i bambini del Cielo e gli angeli;
vocazione, che la santa Vergine le confermerà l’anno successivo, nella seconda apparizione del 14 maggio 1944. con queste parole: fra il 14° e il 15° anno di età ti farai suora Sacramentina, facendole capire che Dio l’aveva scelta per essere suora e compiere una grande Missione.
Da quel giorno Adelaide si sentirà sempre suora sacramentina, fino agli ultimi tempi della sua vita di martirio, quando, inascoltata, e purtroppo anche irrisa, continuerà a ripetere: Sono stata, sono, e sarò sempre suora Sacramentina.
Una chiara conferma di questa asserzione la si rinviene nella lettera scritta da Adelaide il 24 luglio 1986 a Madre Alipia Superiora delle suore Sacramentine del convento di Lavagna, nella quale, con immenso dolore, Adelaide dichiara che ha sempre sentito di appartenere alla famiglia delle suore Sacramentine come una di loro. Così scrive Adelaide in quella lettera:
Non ho mai dimenticato il periodo trascorso nel nostro istituto, mi permetto di chiamarlo così, perché io mi sono sempre sentita parte delle Sacramentine anche se le molteplici vicissitudini mi hanno tenuta lontana. Non ho mai cessato di amare la Congregazione.
Questa struggente e appassionata dichiarazione d’amore, oltre a confermare l’asserzione che Adelaide reiterava negli ultimi tempi – Sono stata, sono, e sarò sempre suora Sacramentina – pone un’inevitabile domanda, ovvero: con quale nome Adelaide avrebbe voluto essere riconosciuta come suora Sacramentina.
La risposta si trova semplicemente ricordando che all’ospedale Policlinico di Milano – dove lavorava come infermiera caposala dopo essere stata espulsa con brutale violenza dal convento di Lavagna – Adelaide aveva scelto di essere chiamata con il nome di Anna Maria, non solo per non essere riconosciuta come la veggente delle apparizioni di Ghiaie, ma soprattutto perché il nome Anna Maria era il nome di vocazione da lei scelto, certamente in accordo con la santa Vergine, come suora Sacramentina. E così comprendere che all’ospedale Policlinico di Milano Adelaide esercitava la professione, non solo come infermiera, ma come suora infermiera, poiché, lei era, non solo infermiera, ma prima di tutto suora, come lo era stata da sempre e come lo sarebbe stata sempre.
Adelaide amava tanto, fin da bambina, il nome Anna Maria, col quale voleva essere riconosciuta come suora. La conferma ho potuto riceverla qualche anno prima della sua morte, quando – ottenuto da lei il permesso di narrare, come una favola, gli eventi soprannaturali da lei vissuti con Candido nel bosco sopra il villaggio, che lei stessa mi aveva svelato – avendole chiesto con quali nomi avrei potuto rappresentare lei e Candido in questa storia meravigliosa, mi aveva indicato subito due nomi: per Candido il nome di Jacopo come il grande poeta religioso di Todi, e per lei Anna Maria, senza però, aggiungere altro, come aveva fatto per altri episodi della sua vita, lasciando a me il compito di comprendere l’importanza del nome, Anna Maria, nel quale il nome della santa Vergine, Maria, è unito a quello della sua santa madre, Anna.
Ed io più volte sono tornato col pensiero a quel nome, nel quale, alla fine, si è dipanata la radice sapienziale della vocazione religiosa di Adelaide, e la divina Missione alla quale Adelaide è stata chiamata da sempre, come suora.
M’è parso di comprendere che Adelaide, desiderava essere riconosciuta come religiosa col nome di Anna Maria per ricordare che il Verbo di Dio nostro Redentore è germogliato dal seno della Vergine Maria, come il fiore dalla verga spuntata dalla radice di Jesse, padre di Davide, alla stirpe del quale apparteneva la madre Anna, e perciò la stessa santa Vergine, secondo la profezia di Isaia: “Una verga spunterà dalla radice di Iesse, e un fiore germoglierà dalla sua radice” (Is 11,1).
Scegliendo il nome di Anna Maria, Adelaide ha voluto dunque, porre al centro della propria vocazione religiosa, come suora sacramentina, questo grande mistero nascosto fin dall’inizio dei secoli, e rivelato dalla santa Vergine che ha accettato di ospitare nel proprio Seno Verginale il Verbo di Dio, affinché in lei prendesse la carne umana per partorire, con Lui, nel suo santo Sacrificio, sul talamo della Croce, la Chiesa, Casa di Dio, e con Lui e riunirla, mediante il suo corpo e il suo sangue nell’Unica Comunione d’Amore.
Sublime Missione Eucaristica che Adelaide avrebbe dovuto compiere, come suora Sacramentina, concependo misticamente il Verbo di Dio, e divenire immagine della santa Vergine, secondo le parole che le ha detto la stessa santa Vergine, in obbedienza al Divin Figlio, nella seconda apparizione del 14 maggio 1944: fra il 14° e il 15° anno di età ti farai suora Sacramentina;
nelle quali parole, in particolare nel comando ti farai, ricordando che fra il 14° e il 15° anno la santa Vergine ha concepito il Verbo di Dio, sentiamo chiaramente evocare anche le parole pronunciate da Dio a Davide, per mezzo del profeta Natan: Il Signore ti annuncia che farà a te una casa,
e grazie a questa evocazione comprendere che,
mediante la Grazia di Dio, con l’aiuto della santa Vergine, Adelaide suora sacramentina, sarebbe diventata immagine della stessa santa Vergine, quale Casa di Dio, e il suo cuore, come quello della stessa santa Vergine, tabernacolo del Signore, per rendere visibile la presenza del Verbo di Dio tra noi e rendere attuale, nel suo santo sacrificio, la redenzione del genere umano, alla partecipazione della quale, uniti alla santa Vergine, e con Adelaide, suor Anna Maria, tutti sono chiamati.
(nella fotografia, Adelaide, novizia Sacramentina, fra Monsignor Angelo Bramini e padre Felice Murachelli)
Leggere anche questa parte della vita di Adelaide (che insieme alle altre, ne costituisce un ulteriore tassello) è (per me) straordinario ed assolutamente incisivo, nel capire di quale grande missione è stata investita questa meravigliosa creatura di Dio, missione annientata (solo umanamente) dai figli di Satana incarnatosi negli ecclesiastici di Bergamo, che già stanno pagando per l’eternità la dannazione