La vittoria sulla morte nelle mani della santa Vergine Corredentrice Regina della Chiesa

Con la presente riflessione si offre un secondo passaggio per la comprensione profonda delle apparizioni della santa Vergine nel piccolo villaggio di Ghiaie, continuando a riflettere sul messaggio offerto dalla santa Vergine nell’epifania più importante, quella del 28 maggio 1944, solennità di Pentecoste, secondo il racconto di Adelaide.
Nel messaggio offerto alla Chiesa dalla santa Vergine nella sua più importante apparizione a Ghiaie, avvenuta il 28 maggio 1944, solennità di Pentecoste, colpiscono le prime parole pronunciate dalla stessa santa Vergine.
Queste le sue prime parole:
Prega per i poveri peccatori più ostinati che stanno morendo in questo momento e che trafiggono il mio Cuore
La santa Vergine, dunque, appena si mostra, supplica Adelaide di pregare per i peccatori ostinati che fanno soffrire il suo Cuore perché non pensano alla morte, subordinando, a questa supplica – come vedremo – la preghiera per il Papa e il proprio desiderio dell’unità fraterna nella Pace mondiale.
Colpisce altresì, che la santa Vergine dica queste prime parole mostrando nelle sue candidissime mani, una coppia colombi scuri dagli sguardi opposti,
nella quale figura possiamo riconoscere proprio il simbolo della morte.
Come abbiamo più volte evidenziato, infatti, questa figura esprime la separazione dell’uomo da Dio a causa del peccato che causa la morte, ed anche la stessa separazione da Dio sofferta sull’Altare del Golgota dalla santa Vergine, che, immersa nel fuoco tremendo della sofferenza del Figlio Crocifisso, partecipa alla Redenzione del mondo mediante la morte del Divin Figlio, e muore col Divin Figlio, per dimostrare, in unità col Divin Figlio, contrariamente alla coppia dei progenitori, l’amore incondizionato e la totale obbedienza al Padre.
Mostrandosi con la coppia di colombi neri dalle teste divaricate nelle sue mani, la santa Vergine rimanda il nostro pensiero alla morte del Divin Figlio, e dunque al santo Sacrificio di Gesù Cristo nostro Redentore, grazie al quale, con la sua stessa partecipazione, è stato annientato il peccato dei progenitori continuato dagli uomini nelle generazioni successive trasformando la morte, conseguenza del peccato, in fonte di Misericordia.
Mostrandosi con la coppia di colombi neri dalle teste divaricate nelle sue mani, la santa Vergine vuol farci comprendere pertanto, che proprio sull’immenso Altare del Golgota, Lei è morta col Divin Figlio, soffrendo la più terribile separazione da Dio, e dal Figlio stesso,
affinché ogni peccatore sia salvato dalla perdizione eterna, e possa riconoscere in lei la Corredentrice, Madre della Misericordia, chiamata da sempre, fin dalla sua Immacolata Concezione, a compartecipare al santo Sacrificio del Divin Figlio, concepito in Lei mediante la discesa dello Spirito Santo, per far nascere, in una nuova concezione, la Chiesa e unire ogni uomo in Lui, l’Agnello Eucaristico, con il Padre, come una sola cosa.
La figura dei due colombi scuri dagli sguardi divaricati nelle mani della santa Vergine rimanda pertanto, allo stesso tempo:
- sia al peccato commesso dalla coppia dei progenitori e reiterato nelle generazioni dall’umanità, che ha causato la morte,
- sia alla Redenzione operata da Cristo in compartecipazione con la sua santa Madre, e dunque dalla coppia dell’Incarnazione, che, in obbedienza al Padre, ha vinto la morte, mediante il santo Sacrificio del Figlio in unità con la Madre Immacolata, consegnando al Padre il mondo rinnovato secondo l’Ordine Originario.
Nella figura dei due colombi scuri dagli sguardi divaricati nelle mani della santa Vergine, possiamo vedere dunque, in una sola immagine, la continuità dell’eterno progetto di Dio Santa Trinità, che si dispiega dal peccato originale, all’Incarnazione e alla Pentecoste, fino alla vittoria definitiva di Cristo sul peccato e sulla morte,
che sarà compiuta, come sappiamo, dalla Chiesa nata dal Cuore trafitto di Cristo Crocifisso, e dalla seconda discesa dello Spirito Santo al Cenacolo nel giorno di Pentecoste, in unità con la santa Vergine Addolorata;
come mostra la stessa santa Vergine nella apparizione del 29 maggio, giorno successivo a Pentecoste, aprendo le mani e liberando i colombi perché tornino a volare candidi nella luce, rivelando così che la coppia creata da Dio come chiesa di Dio torna ad essere casa di Dio, grazie al santo Sacrificio del Divin Figlio, nuovo Adamo in compartecipazione con Lei la nuova Eva.
Nell’apparizione del 28 maggio 1944, solennità di Pentecoste, il tema della coppia e il tema della morte sono dunque evidenziati dalla santa Vergine come due realtà strettamente legate fra loro, a formare il principio stesso del messaggio rivolto dalla santa Vergine alla Chiesa con le sue apparizioni a Ghiaie, perché la Chiesa, in unità col Papa, possa compiere la Missione di salvezza e unità fraterna ricevuta, dalla santa Vergine in unità con gli apostoli, con la discesa dello Spirito Santo al Cenacolo dove il Divin Figlio ha istituito l’Eucarestia, offrendo in Sacrificio il Suo Corpo e il Suo Sangue, quale Sacramento di Comunione dell’uomo con Dio Padre.
In questo contesto si comprendono chiaramente le parole della santa Vergine successive alla supplica di pregare per i peccatori che non pensano alla morte.
Infatti, dopo aver detto ad Adelaide:
Prega per i poveri peccatori più ostinati che stanno morendo in questo momento e che trafiggono il mio Cuore,
la santa Vergine così continua:
Prega pure per il Santo Padre che passa momenti brutti. Da tanti è maltrattato e molti attentano la sua vita. Io lo proteggerò ed Egli non uscirà dal Vaticano. La pace non tarderà, ma al mio cuore preme quella pace mondiale nella quale tutti si amino come fratelli. Solo così il Papa avrà meno da soffrire.
La santa Vergine, dunque, appena si mostra, supplica Adelaide di pregare per i peccatori ostinati che fanno soffrire il suo Cuore perché non pensano alla morte, subordinando, a questa supplica la preghiera per il Papa e il proprio desiderio dell’unità fraterna nella Pace mondiale.
Affronteremo in altra riflessione questa correlazione
Per ora occorre evidenziare come nel complesso figurativo dell’apparizione di Pentecoste sia evidente la reiterazione del tema della coppia legato al tema della morte con cui la santa Vergine inizia il suo messaggio.
Quel giorno, infatti, la santa Vergine appare, dopo il volo di una coppia di colombi banchi (figura della coppia dell’Incarnazione) con otto angioletti rosa e azzurri, collocati a coppie attorno a lei, con due apostoli ai suoi fianchi identificati da Adelaide in san Matteo e san Giuda Taddeo)
Su Fatima e sulle apparizioni di Ghiaie, che per tanti devoti di Maria ne sono l’epilogo, ancora non c’è chiarezza. La Chiesa impedisce di parlarne seriamente. Su Ghiaie sembra volere cancellare anche il ricordo. Rifiuta ogni richiesta di riesaminare il caso e, mentre dialoga con tutti, anche con chi forse non dovrebbe, rifiuta il dialogo coi devoti di Ghiaie che cercano la verità. Allora c’è da domandarsi perché.
Perché questo messaggio mariano è così temuto dalle gerarchie della chiesa? Perché si vuole impedire di fare emergere la verità?
Un dilemma cui si deve avere risposta. Collaboriamo!